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CAPODANNO nel mondo 2021

CAPODANNO INSIEME a Parigi? Barcellona? Praga? New York?

No, non si può e allora facciamoci gli auguri di fine 2020 e inizio nuovo anno con le nostre modalità: a casa, distanti ma vicini e in compagnia di notizie curiose, storiche, stravaganti.

Per iniziare, la musica … fra tradizione e suggestioni, l’augurio per un nuovo anno che sia più bello di quello appena finito seguendo note e immagini dal classico Concerto di Capodanno di Vienna 2021.
Oppure rivivi il Concerto di Capodanno 2021 a La Fenice di Venezia.

Facciamo un brindisi!
Foto: Welcome Home on Unsplash

E ora …si viaggia…

Capo d’anno ovvero …dio Giano e il mese di gennaio

Giano è una figura centrale della cultura e della religiosità romano-latine. A lui e al suo culto veniva dedicato il primo giorno dell’anno nuovo, a partire probabilmente da Numa Pompilio (VII sec. a. c.), secondo re di Roma; a questo fatto si collega anche la denominazione gennaio all’intero mese. I festeggiamenti rituali prevedevano offerte di cibo alla divinità e pranzi in famiglia e con amici allietati da doni di rami di alloro, propiziatori di fortuna e felicità. Nell’ antichità romana Ianus (Giano) era conosciuto come dio degli inizi, ma soprattutto era la divinità che soprintendeva alla guerra e alla pace. Mostrava due volti opposti, l’uno guardava al futuro, l’altro si volgeva al passato. Il suo nome ci ricorda quello latino di porta (ianua). Giano veniva considerato anche protettore di luoghi di passaggio e incroci di strade, dove venivano collocate statue e immagini. Tra i numerosi scrittori e poeti della latinità che ci parlano di lui, Ovidio, agli inizi dell’era cristiana (vissuto tra il 43 a. c. e 17 o 18 d.c.), lo ricorda come uomo barbuto e riflessivo, invocato come garante di pace perpetua. Le porte del suo tempio venivano aperte solo durante le guerre per accogliere la popolazione, ma restavano chiuse in tempo di pace per impedirne l’uscita. Con gli occhi dei suoi due volti Giano poteva osservare l’intero mondo, in tutta la sua ampiezza: per questo è ritenuto divinità cosmica.

Miti e leggende furono raccolti a fine ‘800 nel Ristretto analitico del dizionario della favola: leggi un estratto attraverso Google Libri.

A Roma restano il tempio e l’arco di Giano.

Restauro dell’Arco di Giano, un video del Ministero per i Beni culturali.

Ma anche dalla provincia di Caserta ci giungono immagini delle rovine di un antichissimo tempio di Giano…

Giano Vetusto (Caserta).
Le rovine dell’antichissimo tempio dedicato al dio del pantheon latino Giano Bifronte.

Dunque, la celebrazione del Capodanno nell’Antichità coincideva col culto pagano di Giano. Il Cristianesimo fece propria questa festa e non cancellò completamente la figura del dio, che in età medievale veniva riproposta come simbolo del mese di gennaio nelle formelle scultoree di alcune chiese dell’area mediterranea. Di eccellente fattura ed espressività quella del duomo di Ferrara (secolo XIII), dove il doppio volto di Giano è la personificazione del passaggio dal vecchio al nuovo anno.


Giano bifronte (Gennaio)
 (1225 – 1230)
di Maestro dei Mesi di Ferrara, Museo della Cattedrale di Ferrara

Calendari e calcoli

Lo scorrere del tempo ha dato luogo, da che mondo è mondo, a calcoli complicati e molto differenti tra le diverse popolazioni e culture. Il calendario ufficiale oggi è il Gregoriano, istituito da papa Gregorio XIII nel tardo ‘500. Quello precedente, il Giuliano, voluto da Giulio Cesare a partire dal 46 a. c., ebbe diffusione massima in Europa e, in seguito, nelle terre americane colonizzate.

Leggi i dettagli sul calendario Gregoriano e sul calendario Giuliano da Wikipedia.

Nel passato, particolarmente nel Medioevo, in parecchi territori italiani ed europei il primo giorno dell’anno poteva non coincidere con il primo gennaio. Nei documenti ufficiali e non solo, il conteggio degli anni di Cristo (annum Domini in latino) poteva partire dal giorno dell’incarnazione ovvero del concepimento di Gesù, il 25 marzo, come accadeva tra l’altro a Firenze e a Pisa. Nel Veneto invece, particolarmente a Venezia, l’inizio dell’anno era stato stabilito il primo marzo. A Bari come in altri luoghi influenzati dalla cultura bizantina la data ufficiale era il primo settembre. In Francia l’usanza consisteva nel fare coincidere l’inizio dell’anno nuovo con la Pasqua, che è una festa mobile. 

Il conteggio cronologico più diffuso si basava sul giorno della natività di Cristo, il 25 dicembre. Tra ‘500 e ‘600 modalità di calcoli e date furono progressivamente resi uniformi: nel calendario civile il primo giorno di gennaio divenne ufficialmente in tutto il mondo l’inizio del nuovo anno. L’Italia conobbe un’interruzione del calendario civile nel Ventennio fascista, quando il regime impose l’apertura del nuovo anno nel giorno della marcia su Roma (1922), il 28 ottobre.

Tradizioni e usanze legate alla spiritualità delle diverse popolazioni sono ancora vive. Così, il Capodanno nel mondo può consistere in una doppia ricorrenza: quella del calendario civile, fissata l’1 gennaio, e quella del calendario locale, che ha radici lontanissime nel tempo, è molto sentita e partecipata perché ricca di contenuti religiosi. In tutte le culture il cibo gioca una funzione primaria, decisamente simbolica: l’anno nuovo viene salutato con pranzi abbondanti e varietà di prodotti seguendo una ritualità che è propiziatoria per tutta la durata dell’anno stesso.


Rosh ha Shanah è il Capodanno ebraico. È una festa mobile poiché si calcola a partire dal giorno della Pasqua ebraica (Pesah): l’inizio d’anno viene fissato infatti 163 giorni dopo la Pasqua. È una delle principali festività della tradizione, importante per la vita spirituale dell’individuo poiché corrisponde al giorno in cui gli uomini vengono giudicati da Dio.

Approfondisci le conoscenze collegandoti all’Unione delle Comunità ebraiche italiane e consultando il sito del Museo Ebraico di Bologna.

La tradizione italiana conserva una serie di rituali scaramantici per il primo dell’anno, che si possono rispettare più o meno strettamente, come quello di vestire biancheria intima di colore rosso o di gettare dalla finestra oggetti vecchi o inutilizzati (quest’ultima usanza è stata quasi completamente abbandonata). Le lenticchie vengono mangiate a cena il 31 dicembre come auspicio di ricchezza per l’anno nuovo. Un’altra  conosciuta tradizione prevede il bacio sotto il vischio in segno di buon auspicio.

Ma va bene anche una pizza da asporto…l’importante è il pensiero…

Curiosando… Capodanno su Wikipedia.

Capodanno, in giro per il mondo


Riceviamo dalla cara amica Albana, giornalista, originaria di Shkoder (Scutari), la “culla” della cultura albanese.

Il Capodanno in Albania –  Tra novità e tradizione
testo e foto di Albana Temali

La tradizione della festa di Capodanno non è molto antica in Albania, ma è comunque la festa nazional-popolare più sentita e partecipata. Scrivere su questa tradizione, mi ha portato a fare una breve ricerca sulle tradizioni in generale e riflettere sui cambiamenti che si sono notati negli anni, dovuti agli eventi della storia, allo sviluppo economico e sociale del paese e alla globalizzazione.

L’Albania, come paese e nazione è un esempio lampante per quanto riguarda la sopravvivenza alle tendenze di assimilazione da parte dei vari occupanti (alcuni anche per lunghi periodi) che hanno invaso “il paese delle aquile”. Per gli albanesi, preservare la lingua, la cultura, le tradizioni era diventata una missione e la storia racconta dei suoi eroi. Tuttavia, troviamo ancora oggi tracce di contaminazioni. Ovviamente, le tradizioni radicate resistono sommandosi alle nuove feste importate da altri paesi e mondi.

Il Capodanno in Albania iniziò a festeggiarsi in tutto il paese durante gli anni della dittatura. Abolite le religioni e le rispettive feste, il Capodanno viene dichiarato festa nazionale includendo però alcuni elementi della festa di natale come l’albero che viene nominato “ Albero di Capodanno” e il Santa Claus che viene nominato “il Vecchio Anno”.  Un Albero grande veniva allestito in ogni piazza e in tutte le famiglie , così come anche “il Vecchio Anno” si vestiva di rosso e bianco e con cappellino e i bambini si divertivano a vestirsi da “ il Nuovo Anno” nelle feste organizzate per l’occasione in città.
L’immagine di albero come simbolo dell’axis Mundi , che collega Il Cielo sede della Divinità e la Terra, ha origine molto antiche e trova riscontri in diverse religioni.
E comunque ancor oggi in Albania, la festa del Capodanno ha conservato questi elementi con questi significati. Nel centro di Tirana, Scutari, e altre citta d’Albania si dice che c’è in piazza l’albero di Capodanno e non l’Albero di Natale anche se le feste religiose sono ritornate con la libertà della religione dopo la caduta della dittatura.
La stato di dittatura si servì di questa giornata di festa per reclamare davanti al popolo e al mondo i successi e progressi in vari campi della vita economica, sociale e culturale. In questa occasione c’era un coinvolgimento totale delle istituzioni, dei lavoratori, degli studenti e delle scuole. Le festività iniziavano con concerti nei migliori teatri del paese, palazzi dello sport, grandi luoghi che raccoglievano tanto più possibile pubblico. Per l’occasione venivano premiati con “ I Regali di Capodanno” a livello locale e nazionale i migliori sportivi, studenti, lavoratori ovviamente in linea con l’ideologia politica del potere. Nulla a caso, anche in questa occasione.
Da piccola, ricordo di aver partecipato negli anni ’70,  alle diverse festività di Capodanno a Scutari ( la mia città natale) svolte al Palazzo dello Sport, oggi ritornato alla sua origine di Cattedrale.
Invece, per le famiglie, la festa è rimasta nelle linee della tradizione anche con il passare degli anni.
I preparativi sono legati all’allestimento della casa per la festa, sia dentro che fuori, ai cibi, ai regali.
Per l’occasione la padrona di casa mette in mostra la tovaglia più bella, magari quella portata in dote ed ereditata dalla madre o dalla nonna. Nelle case di Scutari erano e sono tipiche le tovaglie bianche con merletti oppure bianche con strisce rosse, lavorate con telai artigianali. Bellissime! Ovviamente questa attenzione anche per il servizio di piatti, posate e bicchieri.

Foto: Albana Temali

L’albero è un elemento imprescindibile – non conosce religione è l’Albero del Nuovo Anno “ Pema e Vitit te Ri”  e che, sia vero che finto, deve essere brillante, messo in un angolo evidente della casa e sotto si mettono tutti i regali, che verranno scartati la sera stessa oppure il giorno dopo.

Foto: Albana Temali

A fare la differenza culturale di questa festa con altri paesi è ovviamente la tradizione culinaria. Ogni regione ha le proprie peculiarità e questo fa la differenza interna al paese. Il tavolo si imbandisce con cibi considerati speciali e tradizionali. I dolci tipici sono: bakllava, kadaif, trilece e non può mancare il tacchino al forno o ripieno (in alb: pershesh me pule) e altre specialità di carne e pesce considerata la ricchezza del paese di fiumi, laghi e mare, e non mancano sulle tavole le salse da accompagnamento. Insomma una tavola imbandita che difficilmente viene svuotata in quella sera. I vini pregiati del territorio e digestivi come le grappe e per i brindisi non mancano gli spumanti.

Foto: Albana Temali

Allo scoccare della mezzanotte si fa il brindisi (“dolli” in albanese) con tutti quelli che sono attorno al tavolo.
La cena è sempre accompagnata da musica e ovviamente da fuochi d’artificio. E subito dopo, le telefonate di augurio con parenti, amici.
Il 1 di gennaio,  la tradizione albanese vuole  che tra parenti vi sia lo scambio di auguri, così al mattino le strade si riempiono di persone che si dirigono a casa dei parenti per un brindisi e per  mangiare il dolce della casa con un “Gezuar!” ( in it. Auguri)
Per un paese come l’Albania, segnato negli ultimi vent’anni dall’emigrazione massiva, la festa del Capodanno riporta a casa i figli, unisce le famiglie.


Nei paesi islamici l’inizio d’anno si festeggia il primo giorno del mese di Muharram; è il primo mese dell’anno ed è compreso tra i quattro mesi sacri.

Nel calendario islamico, istituito nel 637 d.c. dal califfo Omar, gli anni si conteggiano come era musulmana, ovvero a partire dal 622 d.c., l’anno dell’ègira; si tratta della migrazione di Maometto dalla Mecca a Medina.

Scopri altri caratteri e tradizioni e qualche delizioso canto di bambine:


Dall’Estremo Oriente provengono tradizioni molto suggestive.
Cina, Giappone, Corea, Mongolia, Nepal, Buthan, Vietnamita (Tết Nguyên Ðán) festeggiano il Capodanno in corrispondenza del novilunio del periodo compreso tra il 21 gennaio e il 19-20 febbraio di ogni anno. Il loro è dunque prevalentemente un calendario lunare. In Cina il calendario tradizionale è di tipo lunisolare (luna e sole in armonia segnano il passare del tempo).

Foto di a_Yuan0712 da Pixabay

Le celebrazioni del Capodanno cinese, conosciuto come Festa di primavera, esaltano la rinascita della natura. Sono festeggiamenti straordinariamente belli ed esotici, durano 15 giorni e si chiudono con la Festa delle lanterne. Anche in Italia ora sono conosciuti e seguiti con interesse grazie al coinvolgimento gioioso da parte della grande comunità cinese ben radicata nel nostro Paese. Danze, animali simbolici che incarnano la lotta tra il bene e il male, colori vivacissimi, musiche ritmate dalla sonorità delle percussioni rendono queste feste molto suggestive e soprattutto beneauguranti per il futuro.

Ti consigliamo di cliccare su questi link, potrai approfondire i dettagli e calarti in un mondo festoso davvero esotico:


Losar è il nome del capodanno tibetano, che cade tra gennaio e marzo. I festeggiamenti si prolungano per due settimane tra danze e musiche caratterizzate, soprattutto, dalla lotta tra  bene e male. Immancabili, i ricchi e calorosi pranzi in famiglia.

Foto: tratta dall’articolo Losar (Tibetan New Year) sul blog Tibetpedia.

Segui canti e festeggiamenti:


Nowrūz è il Capodanno in Iran, Turchia, Persia, Afghanistan, Albania, Bosnia e Georgia e in altri paesi dell’Asia centrale; coincide con l’equinozio di primavera, il 21 marzo


Songkran è il Capodanno in Cambogia, Sri Lanka, Laos, Thailandia, e nella Cina sud-occidentale. Appartiene al calendario lunisolare di tradizione Buddhista. Viene celebrato intorno alla metà di aprile, in occasione del cambio di posizione del sole nell’anello dello zodiaco. La ricorrenza è legata al rito purificatore dell’acqua.

Foto di DEZALB da Pixabay

Diwali è il nome del Capodanno Indiano, che si celebra nel mese di novembre ed è conosciuto anche come Festa della luce. La determinazione del giorno d’inizio d’anno nuovo rispetta il Saka, il calendario nazionale civile indiano di tipo lunare e solare. Introdotto dagli inglesi festeggia la luce, che rappresenta la vittoria del bene sul male. La durata è di 5 giorni, ricchi di ritualità tutte dedicate alle diverse divinità.

Foto: Sandeep Kr Yadav on Unsplash

Per approfondire, leggi l’articolo Diwali: Festival of Lights su National Geographic Kids.

E in Africa …

Vediamo insieme, tra gli altri, il Capodanno etiope ed eritreo chiamato Enkutatash, che significa Dono dei gioielli e si festeggia l’11 o il 12 settembre (meskerem). La tradizione della Bibbia vuole che proprio in quel giorno la regina di Saba sia ritornata dal viaggio a Gerusalemme dopo il suo incontro con re Salomone. La componente più caratteristica del rituale sono i fiori.

Approfondisci leggendo Enkutatash, il capodanno etiope sul blog Medio Oriente e Dintorni.


E ORA…

… facciamo un giro di tombola? di mercante in fiera?

Photo by Zuoqi Liu on Unsplash

Oppure guardiamo un film?

La sera di Capodanno è un momento di bilancio e di confronto con l’anno passato. Vogliamo lasciare alle spalle le cose brutte e i fallimenti e sperare che possa verificarsi una svolta positiva nella nostra vita. Tendiamo a vedere nelle persone vicine e nelle relazioni le nuove potenzialità per (ri)trovare la felicità. A volte però quella che dovrebbe essere una serata di gioia mette in crudele evidenza la felicità scomparsa e l’abbandono degli amici, e fa sentire la solitudine ancora più amara, come nella Febbre dell’oro o Viale del tramonto. I film classici hanno sempre questo tocco di melanconia. Nelle commedie romantiche la magia della sera del Capodanno è perfetta per le dichiarazioni d’amore.

  • La Febbre dell’oro (Gold rush, 1925), regia Charlie Chaplin, con Charlie Chaplin, Georgia Hale, Tom Murray
  • Viale del tramonto (Sunset boulevard, 1950), regia Billy Wilder, con Gloria Swanson, William Holden, Erich Von Stroheim, Buster Keaton
  • Situazione imbarazzante (Bachelor mother, 1939), commedia, regia Garson Kanin, con David Niven, Ginger Rogers, Charles Coburn
  • Un amore splendido (An Affair to remember, 1957), commedia regia Leo McCarey, con Cary Grant, Deborah Kerr
  • Risate di gioia (1960), commedia, regia Mario Monicelli, con Totò e Anna Magnani
Scena del film Risate di gioia (1960) diretto da Mario Monicelli
  • L’appartamento (The Apartment, 1960), commedia, regia Billy Wilder, con Jack Lemmon e Shirley MacLaine
  • Harry, ti presento Sally… (When Harry Met Sally…, 1989), commedia romantica, regia Rob Reiner, con Billy Crystal e Meg Ryan
  • Tutti dicono I love you (Everyone says I love you, 1996), regia Woody Allen, con Alan Alda, Woody Allen, Goldie Hawn, Julia Roberts
  • 200 cigarettes (1999), commedia romantica, regia Risa Bramon Garcia, con Ben Affleck, Christina Ricci, Courtney Love
  • Il diario di Bridget Jones (Bridget Jones’s Diary, 2001), commedia romantica, regia  Sharon Maguire, con Colin Firth e Renée Zellweger
  • Rent (2008), music-hall registrato da vivo nel teatro, regia Michael John Warren, conWill Chase, Michael McElroy, Rodney Hicks
  • Capodanno a New York (New Year’s Eve, 2011), commedia romantica, regia Garry Marshall, con Halle Berry, Jessica Biel, Abigail Breslin, Michelle Pfeiffer, Robert De Niro, Jon Bon Jovi
    Lo puoi trovare in biblioteca: guarda qui.
  • Questione di tempo (About time, 2014), commedia romantica, regia Richard Curtis, con Domhall Gleeson, Rachel McAdams, Bill Nighy

Non tutti però passano la notte di Capodanno tra balli e divertimenti. Talvolta, proprio questa notte può essere occasione per organizzare una grande rapina oppure può trasformarsi in un incubo con una fine lieta o drammatica. Per gli amanti del genere poliziesco, drammatico e di fantascienza, ecco qualche suggerimento.

  • Colpo grosso (Ocean’s 11, 1960), commedia poliziesca, regia Lewis Milestone, con Frank Sinatra, Dean Martin, Sammy Davis Jr. 
  • L’avventura del Poseidon (The Poseidon Adventure, 1972), drammatico, regia Ronald Neame, con Gene Hackman, Ernest Borgnine, Red Buttons, Carol Lynley, Roddy McDowall, Stella Stevens, Shelley Winters
  • Guardato a vista (Garde à vue, 1981), poliziesco, regia Claude Miller, con Lino Ventura, Michel Serrault, Romy Schneider
  • Ghostbusters 2 (1989), fantascientifico, regia Ivan Reitman, Bill Murray, Dan Aykroyd, Sigourney Weaver, Harold Rams, Rick Moranis
  • Strange days (1995) distopico, regia Kathryn Bigelow, con Ralph Fiennes, Angela Bassett e Juliette Lewis
  • L’ultimo Capodanno (1998), satirico, regia Marco Risi, con Monica Bellucci, Alessandro Haber, Ricky Memphis, Angela Finocchiaro, Beppe Fiorello

Suggestioni letterarie

  • CAPODANNO IN GIALLO, Aycol, Camilleri, Costa, Malvaldi, Manzini, Recami: Sellerio 2012
    Contiene: Una cena speciale / Andrea Camilleri. Capodanno nella casa di ringhiera / Francesco Recami. L’accattone / Antonio Manzini. Rubacuori a Capodanno / Esmahan Aykol. Il Capodanno di Atlante / Gian Mauro Costa. Il Capodanno del Cinghiale / Marco Malvaldi.
    Lo puoi trovare in biblioteca: guarda qui.
  • LA SIGNORA IN GIALLO, capodanno con delitto, Jessica Fletcher & Donald Bain: Sperling & Kupfer, 2010
    Lo puoi trovare in biblioteca: guarda qui.
  • CAPODANNO DA MIA MADRE, Alejandro Palomas, Neri Pozza, 2015
    Lo puoi trovare in biblioteca: guarda qui.
  • MARE D’INVERNO, Grazia Verasani, Giunti, 2014
    Lo puoi trovare in biblioteca: guarda qui.

Ti lasciamo ancora con con un’altra suggestione dal web: Top 10 Curiosità e Tradizioni sul Capodanno 2020

… aspettiamo di festeggiare il nuovo

Foto di Tumisu da Pixabay

… con i soliti fuochi scoppiettanti


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