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Marco Polo, moderno esploratore del mondo

Momenti del viaggio, nella nostra selezione di passi da Il Milione

In cammino

Giovanni de Grise e allievi, 1338-1344, Photo: © Bodleian Libraries, University of Oxford

Marco parte dalla Turchia insieme con il padre Nicolò e lo zio Matteo: ha circa 17 anni, è l’anno 1271. Il viaggio dura tre anni e mezzo, la loro permanenza in Oriente oltre 20 anni. I tre mercanti sarebbero ritornati a Venezia solo nel 1295.

Quando li due frategli videro che papa no’ si facea, mossersi per andare al Grande Cane, e menarne con loro questo Marco, figliuolo di messer Nicolao. Partirsi da Vinegia tutti e tre, e venero ad Acri al savio legato che v’avevano lasciato, e disseli, poscia che papa non si facea, voleano ritornare al Grande Cane, ché troppo erano istati; ma prima voleano la sua parola d’andare in Gerusalemme, per portare al Grande Cane de l’olio de la lampana (lampada) del Sepolcro…

Il Milione, cap. V

Quando gli due fratelli vennoro ad Acri, lo papa chiamato fece loro grande onore, e ricevetteli graziosamente, e diede loro due frati, di quegli del monte del Carmine, i piue savi che fossono in quel paese -l’uno avea nome frate Niccolaio da Vinegia, e l’altro frate Guglielmo da Tripoli,- e che dovessono andare con loro al Gran Cane; e diede loro carte e privilegi, e inpuose loro l’ambasciata che voleva che faciessono al Gran Cane. Data la sua benedizione a questi cinque, cioè agli due frati e agli due fratelli e a Marco figliuolo di messer Niccolò, partironsi da Acri …

Il Milione, cap. VII

Alla corte di Gran Cane

Giovanni de Grise e allievi, 1338-1344, Photo: © Bodleian Libraries, University of Oxford

Quando gli due fratelli e Marco giunsero alla città ov’era il Gran Cane, andarono al mastro palagio ov’egli era con molti baroni, e inginocchiaronsi dinanzi da lui, cioè al Gran Cane, e molto s’umiliarono a lui. Egli li fece levare suso, e molto mostrò grande allegrezza, e domandò loro chi era quello giovane ch’era con loro. Disse messer Niccolò: -Egli è vostro uomo e mio figliuolo-. Disse il Gran Cane: -Egli sia il ben venuto, e molto mi piace- …

Il Milione, cap. IX

I Turcomanni

Autori francesi sconosciuti, 1375

Marco osserva nel dettaglio e con grande interesse la vita quotidiana e le tradizioni delle diverse popolazioni, e ne fa resoconti realistici. E’ un moderno esploratore del mondo e diffonde importantissime conoscenze geografiche tra gli uomini del tempo.

In Turcomania ha tre generazione di genti. L’una gente sono Turcomanni, e adorano Malcometto (Maometto), e sono semprice (semplici) genti, e hanno sozzo linguaggio, e stanno in montagne e in valle, e vivono di bestiame, e hanno cavagli e muli grandi e di grande valore. E gli altri sono Ermini (Armeni) e Greci, che dimorano in ville e in castelli, e vivono d’arti e di mercatanzia; e quivi si fanno i sovrani tappeti del mondo e di piú bel colore. Favisi lavorìo di seta e di tutti colori. Altre cose v’ha ch’io non vi conto. Elli sono al Tartero del Levante. Or partiremo di qui e andremo alla Grande Ermenia (Armenia)

Il Milione, cap. XV

I Magi

L’Adorazione dei Magi, Ravenna, Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, mosaico (secolo VI)

Il fuoco…

In Persia è la città ch’è chiamata Sabba (Saveh, Iran) , dalla quale si partirono li tre re ch’andarono ad adorare a Cristo quando nacque. In quella città e’ sono seppelliti gli tre re Magi in una bella sepoltura, e sonvi ancora tutti interi e co’ capegli. L’uno ebbe nome Baltasar, l’altro Melchior, e l’altro Guaspar. Messer Marco domandò più volte in quella città di questi tre re: niuno gliene seppe dire nulla, se no’ ch’erano tre re seppelliti anticamente. E andando tre giornate trovarono un castello chiamato Galasaca (Cala Ataperistan), cioè a dire, in francesco, castello degli oratori del fuoco. E’ ben vero che quegli del castello adorano il fuoco, ed io vi dirò perché. Gli uomini di quello castello dicono che anticamente tre re di quella contrada andarono ad adorare un profeta, lo quale era nato, e portarono tre offerte: oro per sapere s’era signore terreno, incenso per sapere se era Iddio, mirra per sapere se era eternale… Andando insieme a tutti parve quello ch’era, cioè fanciullo di tredici giorni. Allora offersono l’oro e lo incenso e la mirra, e il fanciullo prese tutto; e lo fanciullo donò agli tre re uno bossolo chiuso, e gli re si mossono per tornare in lor contrada.

Il Milione, cap. XXII

… e la scoperta della petrolio

Quando gli tre magi ebbero cavalcate alquante giornate, vollono vedere quelli che ‘l fanciullo avea loro donato: apersono lo bossolo, e quivi trovarono una pietra, la quale avea loro data Cristo … Quando viddero la pietra molto si meravigliaro e gittaro questa pietra in un pozzo. Gittata la pietra nel pozzo, un fuoco discese dal cielo ardendo e gittossi in quel pozzo. Quando gli re viddono questa maraviglia, penteronsi di ciò ch’avevano fatto. E presono di quello fuoco e portaronne in loro contrada, e puoserlo in una loro chiesa. E tuttavolta lo fanno ardere, e adorano quello fuoco come Iddio; e tutti gli sagrifici che fanno condiscono di quello fuoco … Perciò adorano lo fuoco quegli di quella contrada

Il Milione, cap. XXIII

I pescatori di perle e gli incantatori

Giovanni de Grise e allievi, 1338-1344, Photo: © Bodleian Libraries, University of Oxford

Quando l’uomo si parte dall’isola di Seilla (Ceylon) e va verso ponente sessanta miglia, truova la gran provincia di Maabar (Malabar, India), ch’è  chiamata l’India Maggiore…In questo regno si truova le perle buone e grosse, ed io vi dirò come elle si pigliano. Sappiate ch’egli ha in questo mare un golfo (golfo di Mannar), ch’è tra l’isole e la terra ferma, e non ha d’acqua più di dieci passi o dodici, e in tal luogo non più di due; e in questo golfo si pigliano le perle in questo modo. Gli uomeni pigliano le grandi navi e piccole e vanno in questo golfo, dal mese d’aprile insimo a mezzo maggio, in un luogo che si chiama Bathalar. E vanno nel mare sessanta miglia, e quivi gettano loro àancora, ed entrano in barche piccole, e pescano com’io vi dirò. E sono molto mercatanti, e fanno compagnia insieme, e alluogano molti uomeni per questi due mesi che dura la pescagione. E i mercatanti donano a’ re delle diece parte l’una di ciò che pigliano. E ancora ne donano a coloro che incantano i pesci, che non faccino male agli uomeni che vanno sotto acqua per trovare le perle: a costoro donano delle venti parti l’una; e questi sono abrinamani (bramani) incantatori. E questo incantesimo non vale se none il die, sì che di notte nessuno non pesca; e costoro ancora incantano ogni bestia e uccello.

Il Milione, cap. CLI

Leggi anche Il Milione: identità antica e suggestioni moderne.

Oppure torna alla pagina Non più soli, ma ben accompagnati.


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